Vento e Luce

La vita è sinestesia.

Una scelta concreta

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Si può dare di più. Il sangue per esempio.

Io e mio marito siamo iscritti all’ADMO da circa 12 anni e purtroppo nessuno di noi è riuscito a provare la gioia immensa di poter donare il midollo osseo a qualcuno che aspettava da tempo questo dono. Dopo tutti questi anni il destino ha voluto che qualcun altro potesse provare la stessa gioia facendo questo regalo proprio a nostro figlio.
Vorremmo quindi ringraziare di cuore la nostra donatrice, una giovane madre trentacinquenne di Genova, che dopo qualche mese d’attesa ci ha regalato la gioia di poter ancora sperare e di poter vedere crescere felicemente nostro figlio diciassettenne.

Fiorella e Francesco

Logo Avis
Logo Admo

Ci sono due grandi associazioni di volontari nel nostro paese che lavorano per lo più in silenzio contando sulla fedeltà e sull’impegno dei volontari, due associazioni di uomini e donne che ogni giorno salvano la vita ad un numero non precisato di persone, ma che scelgono di non ricevere niente in cambio e persino di rimanere nel più totale anonimato.
Queste due “fabbriche di speranza” si chiamano Avis e Admo e significano, rispettivamente, Associazione Volontari Italiana Sangue e Associazione Donatori Midollo Osseo.

Il sangue è vita, lo si dice sempre. Ci sono casi in cui si può rimanere a corto di sangue: incidenti sul lavoro o stradali, traumi o anche solo la necessità di sottoporsi ad un intervento chirurgico già programmato da tempo (non tutti sanno che infatti vengono effettuate trasfusioni per ripristinare il sangue perso durante un’operazione, in base al tipo della stessa).
È qui che entra in gioco l’Avis: un’associazione di volontari che periodicamente (ogni 3 mesi gli uomini e ogni 6 le donne), ma senza costrizioni di nessun tipo, si recano in un centro trasfusionale a donare spontaneamente mezzo litro del loro sangue a vantaggio di qualcun altro in un qualche momento.
L’atmosfera che si respira entrando in un ambiente di questo tipo è ben lontana dall’odore di ospedale e di pareti asettiche che si è abituati ad associare ad una struttura sanitaria; in queste stanze si respira fratellanza e amore per il prossimo, si respira volontarietà e spontaneità. Ciascuno, dal personale medico alla segreteria, è lì per svolgere un lavoro non retribuito in termini monetari, ma che da grande realizzazione al nostro comune bisogno di intima soddisfazione.
Nonostante questo tutto viene eseguito nella più scrupolosa meticolosità per tutelare in primis la salute delle persone che si donano spontaneamente: gli esami annuali e periodici ad ogni donazione, la cartella clinica personale, il modulo blu dei consensi, tutto è studiato per garantire oltre ad una gratifica “spirituale” anche un benessere concreto e completamente fisico! Ma nonostante questo clima di fratellanza e le continue nuove iscrizioni alcune regioni fanno ancora fatica a raggiungere l’autosufficienza ematica.

Dai il meglio di te stesso

A volte, inoltre, può purtroppo succedere che una persona non sia più in grado di produrre autonomamente sangue sano o, peggio, che produca al suo interno cellule che aggrediscono lo stesso corpo che le ha generate. Sono questi gli incubi della talassemia, della leucemia e di tutte le altre malattie croniche o autoimmuni che affliggono la “centrale” responsabile della produzione di ciò che circola nelle nostre vene: il midollo osseo. In questi casi una persona non può più contare sulle trasfusioni che dovrebbero diventare un numero davvero infinito per rimpiazzare periodicamente il sangue malato, cosa che nessun fisico può sopportare per più di qualche mese o, al meglio, qualche anno. L’unica alternativa è cambiare la base del sistema: un trapianto di midollo osseo. L’Admo è nata proprio per questo: trovare donatori compatibili per salvare una vita forse anche dall’altra parte del mondo.
Ma la situazione si complica notevolmente rispetto ai tipi di donazione che, invece, vengono effettuati all’Avis.
Per natura esistono milioni di possibili varianti di midollo osseo (e non 8 come nel caso del sangue intero) e spesso, quando viene trovato un donatore, egli è con buona probabilità l’unica persona che può salvare la vita ad un malato, dal momento che solo loro due sull’intero pianeta hanno cellule midollari simili. Negli incontri per l’iscrizione al registro viene ribadito che le possibilità di essere chiamati a donare si attestano su 1 contro 100000. Si aggiunga a questo che, sempre differentemente con l’altra associazione, è possibile effettuare una sola donazione in tutta la propria vita conseguente ad una accertazione della compatibilità tra donatore e ricevente e che si esce automaticamente dal registro dei donatori al raggiungimento dei 55 anni, per tutela del donatore e del ricevente visto che un midollo di una persona di quell’età ha sensibilmente meno possibilità di essere “efficace” come un altro “più giovane” nello sconfiggere una grave malattia e che l’età media di insorgenza di disturbi a livello sanguigno è comunque 60 anni.
La donazione stessa è più complicata e sensibile per il donatore che deve affrontare un intervento per il prelievo di midollo, anche se dal 2005 si stanno aprendo nuovi scenari che stanno via via rendendo la donazione stessa molto simile a quella di sangue.

Donazione e trapianto

Entrambe le associazioni stanno registrando un aumento di iscritti e soci donatori effettivi, ma siamo ben lontani (specie nel secondo caso) dal gridare al successo e all’autosufficienza. Specie a livello mondiale.
Alcune statistiche aggiornate a quest’anno, su una popolazione di 59.619.290 persone 1.111.071 sono soci donatori Avis (1,86%) e 372.849 sono iscritti all’Admo ( < 0,63%). Occorre che tutti noi ci impegnamo a riflettere su questi dati e fare la nostra scelta concreta a quello che può essere un “sì” a salvare una vita! Sono scelte entrambe impegnative,e che richiedono un’attenta riflessione, l’una per la continuità richiesta e l’altra per la notevole importanza, ma tutti siamo chiamati a dire la nostra. E chi avrà maturato una risposta affermativa si renderà presto conto dell’enorme gratificazione che sentirà nascere in lui. Come diceva un donatore:

Ci si sente bene a regalarsi l’altrui benessere.

Chiunque fosse interessato visiti questi collegamenti:

http://www.admo.it/
http://www.admo.it/faq.php
http://www.avis.it/usr_view.php
http://www.avis.it/usr_view.php/ID=1336
e i collegamenti (rintracciabili sui siti già elencati) alle sezioni della propria regione e provincia!

Ho cercato di riassumere al massimo le informazioni chiave e più importanti che ho potuto dare. Sperando di aver “causato” qualche “sì”… alla prossima!
Gio.

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