Vento e Luce

La vita è sinestesia.

Non luoghi

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Spazi metropolitani privi di identità, senza memoria storica e scarsi di relazioni, dove vive la «collettività senza festa» e si soffre la «solitudine senza l’isolamento».

Se chiedete personalmente a me ne conosco più di uno! Questa è la definizione che da sul Corriere Marc Augè, antropologo di fama mondiale. Cosa c’entra? Beh, intanto domando a chiunque si fermi a leggere questa pagina quando è stata l’ultima volta che hanno letto la pagina della cultura su un quotidiano (serio!), dopodiché posso rispondervi che in effetti questa sorta di provocazione prosegue l’onda di interventi dei giorni scorsi.

La collettività senza festa, come l’ha profetizzata Augè, è abbondante e ben radicata in qualunque realtà in cui potete muovervi! Gente già stanca di tutto, che vuole sempre il di più, o che si crogiola nella monotonia della routine circondata da fugaci affetti di facciata per piombare, ora sì ora no, in momenti più o meno lunghi di finto e colpevole vittimismo.
Anche qua dove sono ora in temporanea ripresa di fiato vige la regola del frivolo, del superfluo, dell’euforia vuota e delle relazioni teatrali e con data di scadenza; mentre in Georgia la gente muore per via del Risiko che stanno continuando da decenni i capi eletti da noi.

Cosa possiamo farci? In fondo il mondo va così. Tutto sommato ho il diritto di lamentarmi se non riesco ad organizzare una festa a casa mia, ma non mi tocca minimamente il fatto che la gente accenda falò nei bidoni dell’immondizia nei rifugi contro i missili. Tutti si lamentano di qualcosa, ma spesso nemmeno conoscono l’oggetto della loro critica gratuita! Ma sapete qual’è il vero paradosso? È che, ad esempio, dei vari aumenti del pane si lamenta soltanto la gente coi soldi e che di pane potrebbe comprarne a chili quando costerà 5 euro a pagnotta! Mentre il pensionato che non arriva a fine mese ha solo stretto di un buco la cintura e ha tenuto spente le luci più a lungo per risparmiare qualche euro sulla bolletta Se non è un paradosso questo!

Nel frattempo la gente si gode nuove esperienze che se non fa ora non farà mai più. Ma siamo poi sicuri che debbano essere fatte proprio tutte (E parla un ex del “prova e poi commenta”)?

Scrive David Brooks, giornalista politico americano, che nella nuova società conta di più chi ha il nuovo iPhone, piuttosto che chi legge e commenta Kafka. E che esistono due nuove regole nel mondo più trend di oggi: la prima afferma che il prestigio e il diritto di appartenere ad un élite culturale spetta non più allo scrittore, all’artista o al filosofo, quanto a chi recensisce un’opera (cui spetta anche il potere di decidere cosa è bello e cosa è fuori moda). La seconda regola invece è per la persona che emerge sempre dalla plebe, che, se vuole continuare ad occupare un ruolo di leader e mantenere lo status di oracolo della tendenza, deve semplicemente essere subito stanca e stufa di ogni cosa, anche di quelle di cui la maggior parte di individui nemmeno sospetta l’esistenza. Scadono i prodotti, si perdono gli amici, si contano i secondi di tempo impiegati a sognare, non se ne trovano nemmeno più per pregare.

Molta gente poi prova un morboso piacere nel mostrare quanto è superiore ad altre persone nelle maniere più falsamente spontanee che si possano immaginare! Così come altri si divertono nell’essere sempre la vittima di un sistema sbagliato e di continue evoluzioni che non dipendono da loro. In comune però sembra che abbiano la mania dei riflettori e del palcoscenico in esclusiva. Questo lo si vede nelle compagnie di tutti i giorni così come, e qua è ancora peggio, nel grande circo della politica, dei circoli di vip (che ormai arriveranno obbrobriosamente a coincidere).

Qua finisco di scrivere questa rapida presa di posizione che sicuramente va contro quella che, sempre Brooks, chiama mainstream; credo che saranno pochi quelli che leggeranno questa pagina e ancora meno quelli che si fermeranno a pensarci su. Forse saranno molti di più quelli a cui non andrà bene quello che ho scritto, che mi daranno del polemico e – perché no? – dell’ipocrita, ma, come avrete avuto modo di leggere su altri interventi e sulle pagine di questo angolino di web, è già chiaro come la penso, come pure la totale libertà che lascio di aderire o no.

Sperando di trovare qualcuno d’accordo, alla prossima!
Gio.

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Una Risposta

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  1. ciao! carino qui, complimenti!!
    ho visto che sei di modena, sono di modena anche io, anche se adesso faccio avanti e indietro da parma per l’università! ^_^
    fa sempre piacere trovare dei compaesani! hihi
    ti lascio un saluto!
    bye

    ely

    agosto 17, 2008 at 9:44


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