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Playlist estive!

Eccoci qua! Puntuali siamo tornati all’estate e al tempo libero! Naturalmente parlo per quelli di voi che non hanno esami da preparare, casta nella quale non figuro né io né una serie di persone alle prese con la maturità. Nonostante tutto, però, il clima vacanziero è già nell’aria assieme a qualche nuvola piovosa, e per quanti di voi hanno voglia di un po’ di musica ecco pronte tre belle playlist da tenere in macchina, sull’mp3, sul telefonino o semplicemente da mettere nei cd da ascoltare sullo stereo di casa.

Perché tre? Beh, perché un’estate ha diverse sfaccettature che è impossibile condensare nello spazio di 80 minuti di un CD normale. Tanto vale dividere le canzoni “per tema” e di volta in volta usare il CD che più vi aggrada in quel momendo. Ecco quindi per voi le playlist Fuchsia, Ginger, e Graphite.

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Big Buck Bunny

Certo che non c’è solo la Pixar capace di fare dei bei lavori nel campo dell’animazione 3D!

[video più in grande]

È il successore di un altro cortometraggo (The Elephant Dream), ma il suo antenato, se devo essere sincero, non mi aveva attratto molto. Forse per il fatto che sentendo i dialoghi in lingua inglese mi era sembrato un filino troppo impegnativo a livello di contenuti. Leggi il seguito di questo post »

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Solo questo

Adoro il Vento.

I Spy Sky Eyes - (CC) By Fort Photo

I Spy Sky Eyes
(CC) by Fort Photo

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Broadcasting

Un po’ di statistiche non hanno mai fatto male… almeno quando riguardano un DVD che sarebbe già dovuto uscire da un po’… eheh!

Centinaia di foto
Decine di video
10.613.878.337 di byte occupati (solo dalle fotografie)
23 giorni di ritardo Leggi il seguito di questo post »

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Beh… sono soddisfazioni!

Sinceramente non mi aspettavo che due mie fotografie di Milano venissero pubblicate su un articolo dell’Expo 2015! E su un sito che ogni anno fa su 400000 visite (magari non un numero enorme, ma sempre meglio delle mie 550 su flickr…)!

Nell’immagine è evidenziata soltanto una delle due, l’altra la trovate QUI. Cercate l’articolo perché un link diretto non era possibile.

Non sarà una pubblicità così eclatante e forse non diventerò ricco, ma perme è stata una bella soddisfazione! Che mi crediate o no! Eheh! La morale della storia è: devo comprarmi una macchina fotografica nuova che rimpiazzi la mia fedelissima e, purtroppo, defunta IXUS 800… consigli?

Alla prossima!
Gio.

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Daydream

Al violoncello Giovanni Sollima che esegue la sua “Terra Aria”. Il video è stato realizzato dal giovane norvegese Lasse Gjertsen autore anche della Parte II.

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A proposito della mania di viaggiare ^^

Devo confessare che è da un po’ che mi frulla per la testa un’ideuzza che, a questo punto, faccio partire del tutto ^^ Vediamo se qualcuno di voi sa cosa sono queste belle foto qua sotto. Nessuno? Vi do un aiuto, sono in Italia e sono Cinque! :)

 Riomaggiore2
Cinque terre 1 (CC by rdesai)
 Vernazza2
Vernazza at dusk (CC by rayced)

E pensavo anche che il 12 aprile non avrei proprio niente da fare :)
25 aprile XD


1 A dire il vero nella foto è solo una: Riomaggiore. Eheh!

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L’arcobaleno sulla collina

arcobaleno

Parte I


        Pioveva ancora. Pioveva dalle prime luci dell’alba, e aveva cominciato quando era andata a letto. Pioveva, ma ormai sembrava avere intenzione di smettere. Lei era ferma immobile alla finestra, incantata dalle gocce che cadevano regolari dal filo della biancheria. Era raro che piovesse così tanto in quella stagione, la gente era abituata per lo più a torride giorante afose arrostite dal sole di agosto, alle pianure riarse color mattone, ai campi dorati di grano splendenti alla luce del giorno come e forse più di una distesa di neve. E invece quel giorno era scandito da un frenetico ed energico ticchettio delle gocce che colpivano cadendo il lucernaio sopra la sua testa e il cofano della vecchia macchina posteggiata alla fine del vialetto d’ingresso. Laura sospirò.

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Nothing interesting here

 

Fanano2

   Sveglio da niente
nemmeno lucido, forse.
Accordi dissonanti
e nella mente l’immagine
i pini e di freddo.

D’un tratto: incontenibile
meravigliosa nostalgia,
e voglia di tornare
al prossimo dicembre.


Sarà che adoro il Natale e il mese di dicembre e Fanano (quando non ho teglie da scrostare -.- e c’è chi mi capisce!!).

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Punti di vista

Un’altra alba, e un altro raggio di sole che, filtrando da due rami dei pini tutti attorno a dove abitava, la baciava sugli occhi e la svegliava, puntualmente, alla stessa ora da quando era una bambina.
Poi ecco quei pochi momenti appena dopo il risveglio in cui riacquisti la coscienza di te e riprendi il sottile filo che ti tiene ancorato alla realtà concreta, alle cose che ti circondano, al tuo nome. Pensi al nuovo giorno che comincia, ma non hai ancora niente di calendarizzato, nessun onere, nemmeno un orario da rispettare; sei completamente legato a te e a te solo devi rendere conto, mentre pian piano i muscoli si destano e tutto il corpo viene pervaso da una sensazione di benessere generale. La ragazza si stirò ben bene e si alzò in piedi. Poi fuori!

Che piacere che era quella mattina camminare a piedi nudi sull’erba, correre sui teneri fili d’erba verdi ancora impregnati della timida rugiada fresca e cristallina. Il sole lontano brillava già di una luce calda e potente, dal sottobosco si alzavano spiriti di foschia subito dispersi dal vento che via via si andava intensificando e che soffiava costante dal promontorio verso il largo della grande distesa d’acqua del mare. Chissà se un giorno mai l’avesse attraversato tutto. Da lì sembrava senza fine: un tappeto blu sotto il soffitto azzurro del cielo, due superfici enormi che, a una distanza interminabile, si toccavano.

La ragazza corse fino alla cascata che si fiondava a capofitto nel piccolo torrente, che, a sua volta, in due anse si riversava nell’oceano. L’aria era frizzante, piena di brio e carica di un’inattesa, insolita purezza.
Da dov’era lei non si vedeva ancora il mare, ma ad un tratto uno stormo di gabbiani e altri uccelli cominciarono a volteggiare sul litorale e a compiere larghe virate tutte attorno ad una specie di centro che… si muoveva.

Si arrampicò sopra un albero e vide una cosa che mai aveva visto prima di allora.
In cielo c’erano cinque - forse sei, non si vedeva bene per via dei rami degli alberi - grandi nuvole bianche come il latte che volavano controcorrente rispetto alle loro sorelle più piccole e più alte nel cielo, ancora misto tra amaranto e azzurro sbiadito. Grandi rettangoli gonfi e carichi che venivano sbattuti dal vento e che avvolgevano un albero molto più grande di quelli che conosceva. Questo era alto, sottile e senza rami, tranne due esattamente perpendicolari al primo, ma senza nemmeno una foglia.

Anzi no! Una foglia c’era, o meglio tre: erano sulla punta di quel tronco e di altri due che la ragazza aveva visto adesso, scure come la pece, e venivano tormentate in continuazione dalle raffiche d’aria implacabile. E poi tanti fili che sembravano tenere su quella grande impalcatura fatta di vapore.
Non aveva mai visto nuvole strane come quelle.

Pocahontas


Un piccolo esercizio descrittivo liberamente ispirato al cartone Disney di Pocahontas :)

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