Chi parla? Chi pensa?
Scusate il titolo un po’ criptico, ma in effetti sono giorni in cui si sentono da tutte le parti innumerevoli voci che riportano i pensieri di altrettanti pensatori illumina(n)ti.
Ma in fondo… di che si parla? Anzi… di che parlano proprio quelli che parlano? Mi pare ci sia molta confusione in giro che va d’accordissimo con la lampante voglia di dolce far niente che è una fedele alleata di ogni studente (me conpreso). Stiamo parlando di questa contestatissima Riforma Gelmini che sembra dover condannare alla forca, o peggio, il nostro già agonizzante sistema scolastico.
Se ne sono sentite di tutte, tante tante tante parole e tanti tanti tanti comunicati stampa che ad un primo impatto avrebbero impaurito chiunque! E vorrei anche vedere: mobilitazioni di massa, periodici divisi, voltagabbana, rabbia repressa che sfocia, sit-in, manifestazioni in aula, lezioni in piazza e strip tease.
Ma… non so se a voi tutto quadra… chi ha capito qualcosa in tutto quanto questo trambusto?
Scusate se salto direttamente ai commenti, ma do per scontato che chi sta leggendo abbia quanto meno letto il testo della riforma (chi non l’avesse fatto può farlo qui: http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106); ho visto con rammarico che molte persone con cui ho parlato in questi giorni (di entrambi gli schieramenti, sia chiaro!) non hanno affatto le idee chiare su niente! Addirittura un contestatore minacciava ritorsioni e lanciava invettive contro la povera Mariastella dal momento che voleva togliere le ore di educazione civica dalla scuola. E le sue parole raccoglievano pure consenso tra la folla!
E poi: perché stanno lanciandosi contro il Governo degli universitari? Questo punto mi è ancora difficile da comprendere dal momento che si parla solo di “specializzazioni mediche”. Ma poi… occupare un’Università? Da parte di chi poi la vuole chiamare (e la chiama!) il luogo della libertà per eccellenza? Non vuol dire niente “Siamo liberi di occupare!”. Libertà è tale finché non si invade quella dell’altro. Di chiunque altro!
Siamo bravi tutti a parlare e sono uno studente anche io. Fino a 3 anni fa non vedevo l’ora ci fosse uno sciopero, un’autogestione, un’occupazione. Ma non tanto perché si dava un segnale, quanto perché non si faceva niente! Intendiamoci: la ragione di una parte dei “contestatori” è proprio questa! Andare a spasso! Ora però non voglio sindacare su quale sia la percentuale di questi rispetto ai veri idealisti. Cosa, che tra l’altro, non compete a me.
Esprimere un’opinione, poi, è leggittimissimo, ed è legittimo pretendere di farlo. Ma un’opinione è un’opinione! Non si può fare sì che la propria opinione diventi quella degli altri, se non sono d’accordo essi stessi! Perché altrimenti siamo in un regime! Ed è anche naturale che chi è in carica cerchi di portare avanti il bene comune, seguendo la linea di pensiero di coloro che hanno votato per quel tale schieramento preferendolo ad un altro. Non vedo nulla di così illegale in tutto questo.
Ci sono poi anche tanti modi di esprimere un’opinione. Io mi accontento di esprimerla qua sopra, in questo spazio visibile solo ad una manciata di fedelissimi.
Ma la cosa che mi lascia più sbigottito è questa: chi esprime un’opinione contaria, in questi giorni, perché non propone un’alternativa? Le uniche frasi che si sentono sono “Cancellate il decreto!” o altre sentenze sommarie ad effetto della stessa pasta.
E in effetti le alternative sono poche davvero… La migliore sarebbe quella di togliere un po’ (tanto) del denaro e dei privilegi di chi abbiamo votato. O anche di chi è a casa che continua a guadagnare il suo (in)“giusto” compenso (vedi Legge sui Rimborsi Elettorali).
Ma al di là di questa proposta, cosa si poteva fare? Lasciare marcire Alitalia (e mandare a casa 8000 dipendenti)? Non stanziare un solo euro per le nostre banche? Saranno ladre finché si vuole, ma molti salariati hanno proprio in quelle banche i loro risparmi. Fallite loro = falliti tutti.
Facciamocene una ragione: i soldi stanno calando! È inutile che chi protesta o si lamenta poi vada a spendere i suoi euro in discoteca, in bar, piaceri effimeri o altre cosette dilapidaquattrini e si lamenti dei tagli senza voler pagare più tasse di quante già ne paghi. Mi pare quanto meno da ipocrita e da insensibile nei confronti dei tanti che, come lui, subiranno i tagli anche a causa del fatto che questo bel giovane non è andato a lavorare per protestare perché tanto poteva permettersi di perdere una giornata o di non seguire una lezione (pagata. E anche cara!). Questo si chiama spreco! Siamo seri!
Uno studente che vuole dissentire può farlo, ma come? Andando a seguire la lezione alla mattina e facendo tutti i cortei che vuole il pomeriggio. Se davvero gli stanno a cuore studio e ideali come dice e come credo allora farà così. Come ho fatto io e come ho visto fare tanti amici in passato e anche ora. Quelli, se non da ammirare, sono quanto meno da rispettare.
Ultimo pensiero: perché coloro che dovrebbero proprio portare avanti gli interessi dell’opposizione (così come quelli che sono alla maggioranza) parlano in televisione e non dentro al Parlamento? Dico: si chiama P-A-R-L-A-M-E-N-T-O. Di dialettica dovrebbe schizzarne fuori dalle finestre! Invece da entrambe le parti si cerca come un consenso dai media di ogni tipo. Ma in aula, di proposte serie e alternative sincere, quante ce ne sono?
Forse avrei altro da dire… ma non voglio andare oltre rischiando poi di urtare opinioni in contrasto. Mi accontento solo che chi legge si metta in discussione, come ho fatto anche io. Se ce l’ho fatta da solo vuol dire che non è cosa difficile. Lungi dall’approvare in toto il decreto e questo Governo vorrei però che la gente facesse critica costruttiva, avesse impegno costante nel suo lavoro e nell’essere studente e discutere sulla base di verità! Non come sta succedendo oggi con un Governo assediato da persone credenti nelle loro idee, ma anche da tante altre pecore dietro il pastore della pigrizia.
E a quelli che parlano di marciare, che siano con quello o con questo, vorrei solo ricordare un’altra marcia che successe qualche decennio fa proprio in questi giorni… chiedendo loro di evitare di usare queste parole per non riaprire piaghe sanguinose e deplorevoli della storia del nostro paese.
Grazie per l’attenzione!
Gio.



a parte, che concordo pienamente con te quandi affermi della “libertà”, visto che in questi giorni io non sto facendo un ben emerito nulla. Sono pienamente d’accordo con tutto quello che dici. E sinceramente sono anche molto stanca di far capire alla gente che la loro protesta è inutile, soprattutto di spiegare il perchè per poi essere insultata e derisa.
Ora, bisogna solo aspettare.
Complimenti per l’intervento centrato e soprattutto logico.
Bacio.
Desirée
Ottobre 28, 2008 alle 22:46
Forse è un po’ triste deridere studenti che vorrebbero essere considerati anzichè usati…ti chiedi perchè gli universitari protestano??perchè avere dei donatori privati significa seguire la loro logica economica e rendere l’istruzione PRIVATA!perchè gli studenti delle superiori scioperano??perchè il voto in condotta non sarà un problema insormontabile, ma prima o poi anche loro andranno all’università, prima o poi magari anche loro vorranno insegnare e non ne avranno la possibilità, prima o poi vorranno avere dei bambini che(oltre al maestro unico al quanto discutibile)al pomeriggio non saranno a scuola perchè è un riforma di taglio e molti comuni non riusciranno a coprire i pomeriggi. Non è una riforma scolastica ma economica!un’essenzializzazione di uno dei servizi fondamentali che lo stato deve fornire!Ci sono troppi insegnanti?bene..prima si parla di meritocrazia..la conclusione è che rimangono quelli di ruolo anche se non capiscono niente. La conclusione è che da una decina di giorni ci sono studenti in tutta Italia che vorrebbero farsi sentire perchè tengono al futuro della loro società, più che magari ad una lezione di storia o a fare cabò.Eppure noi siamo sempre i fancazzisti.. se ci sono degli studenti che non lo capiscono, non capisco perchè mi meraviglio ancora dell’incuranza dei politici.
Sil :)
Ottobre 29, 2008 alle 16:36
Guarda che nel 137 non c’è niente del genere O.o è questo che mi perplime!!
Le uniche facoltà toccate sono Scienza della Formazione e Medicina. La prima perché verrà unificato l’esame di Stato con l’esame di Laurea (correggetemi… uno in meno?) e la seconda per evitare che sia in mano ai baroni come purtroppo a volte succede. Ma è finita lì! Se leggi il decreto vedrai che è così.
E il maestro unico a detta di molte maestre con cui ho parlato (anche e soprattutto del PD) è visto come un bene… poi non so…
Comunque a Vignola a scuola tra concerti e chitarre in cortile mi sembrava molto più degrado e voglia di far niente che autogestione… spero non sia così ovunque
Poi… di quanti maestri c’è bisogno in una scuola elementare? In un istituto che dovrebbe insegnare PRIMA a leggere, scrivere e far di conto e poi a fare materie come francese, geologia e scienze? Perché si pensa solo ai maestri e non hai bambini in tutti gli slogan?
Gio
Ottobre 29, 2008 alle 20:06
Forse intendi la Bozza di Finanziaria! Ma quella è un altro discorso! E deve essere approvata entro 31/12/2008 come afferma il diritto.
Continuo a dire… protestare va bene, ma così non mi piacerà mai! E non è nemmeno propedeutico.
E a parte quello, che piaccia o no, la ricerca è già TUTTA QUANTA privata!! Ma da quando è nata!
E Harvard e Boston ricevono già cospiqui finanziamenti privati… certo due università da quattro soldi, vero? Nonostante questo la gente ha lo stesso università pubbliche (Finanziamento non vuol dire Acquisto)! E borse di studio… sono già moltissime quelle finanziate dai privati.
EDIT Scusate… Non ho indicato che la finanziaria in effetti è approvata. Volevo dire che secondo il diritto italiano il Parlamento deve approvarla entro il decorrere dell’anno solare.
Gio
Ottobre 29, 2008 alle 20:42
Caro/a “Sils :)” (scusa ma non so il tuo sesso…anche se poi oggi giorno non più così importante visto che si cambia come se niente fosse, rendodosi dei mostri anzichè degli uomini…) analizziamo per prima cosa la Riforma Gelmini.
Decreto 137. Prevede punti di piccolo conto conto ma di grande spessore per riformare una scuola in decadenza. Mentre gli articoli 1,2,3 dovrebbero essere cose sacrosante, quindi chi gli contesta non merita neanche il diritto di parola, quello più contestato è il 4. A priori diciamo che quando si introdussero le 3 docenti gli studenti di allora (ora insegnati in certi casi) manifestarono arditamento contro lo scempio della scuola. Ora protestano per l’opposto. Questo per far capire lo spessore ideologico di certe persone. Ora non si tratta di maestro unico ma di maestro prevalente. Ciò significha che ci sarà un’insegante per la lingua, uno di sostegno e, visto che le ore di insegnaemento aumentano, ci sarà un’altra insegnante che coprirà nel pomeriggio prendendo sostituendo la prevalente di prima. Ed è per questo che si dice non ci saranno licenziamenti, ed aumenteranno le classi con il tempo pieno. Più insegnanti disponibili, più classi con il tempo pieno. Una formula banale.
Articolo 5 prevede che gli inseganti delle scuole medie ed superiori adottino un libro di testo per il quale l’editore si è impegnato a non modificarne il contenuto per 5 anni. Ciò vuol dire che i libri usati hanno più valore. Questo vuol dire un’abbattimento di quella speculazione fatte di marchette che gli editori davano agli inseganti per cambiare il libro di testo ogni anno, anche se l’edizione precedente era uguale. Per chi viene da un’esperienza di militanza politica in Azione Studentesca, che prosegue ora nell’Università, è un sogno che si avvera. Gli articoli 6,7,8 sono anche queste cosa indiscutibile per la loro portata, che contestarle significa…(nonostante la voglia mi trattengo da insultare gratuitamente, non voglio cadere nell’errore di certe persone che sono in piazza).
Finisce qui la Riforma Gelmini. Riforma che non tocca l’università che protesta cmq contro di essa (per solidarietà dicono…ma va a [beep]).
Insisto su questa tematica per SOTTOLINEARE LO SCEMPIO DI CHI PORTA I BAMBINI IN PIAZZA, o peggio occupa,per fini di partico, di sindacato o di numero. Questa cosa oscena dimostra lo spessore di queste persone ed in primis dei genitori, che utilizzano i loro figli per il partito. Ditemi voi se non sono strumentalizzate ste persone. Vale anche per gli studenti. TUTTI gli studenti universitari e non. Lo dimostrano le scene dell’età dei ragazzi che scendono in piazza, lo dimostra l’ignoranza diffusa tra questi ragazzi che sono lì solo per non studiare, lo dimostra il fatto che siete scesi in piazza quando ve lo hanno detto loro. La finanziaria è stata approvata 8/08. Dov’ervate? Vi ha fatto comodo fare le vacanze e po iquando cominciano le lezioni di fare delle manifestazioni. Vale anche per il PD che è esploso mediaticamente, contro le riforme, proprio a metà di settembre. RIDICOLI. E mi viene a dire che non siete dei fankazzisti (o come diamine si scrive)?
Guarda sono stufo poi di continuare a parlare. So che è inutile parlare a chi non vuole ascolate. Ti dò un’esempio ed un paoi di dati. Vediamo se la matematica è più facile.
Se tua madre ti manda a fare la spesa con 100 euro e tu ne spendi 80 per delle merendine che poi andranno tutte buttate, la prossima volta tua madre te ne dà 50, ti sgrida, e ti dice di arrangiarti. Se poi sbagli ancora te ne dà di meno.
Parliamo dell’università di Bologna. 390 mila euro per un laboratorio a Predappio (si vede che il rettore voleva stare vicino al Duce) che non si bene come raggiungerlo per gli studenti. 678 mila euro per una sede ad Bueno Aires dell’Alma Mater. Altrettanti per una sede a Pechini. 1300 dipendenti nelle varie facoltà sparse a Bologna ed altre 1500 solo dentro il rettorato. 2 Milioni ed 800 mila euro per spese legali. 83% del fondo speso per stipendi di professori. Bologna è la prima università in Italia che riceve tramite una fondazione (thò ma allora ci sono già!!!), perennamente in rosso, fondi dai privati.
Università di Siena 145 milioni sono spariti dal bilancio. Università ha un buco enorme ma le università in quanto tale non possono fallire quindi continua a mangaire soldi dallo stato. Il 104% del fondo viene speso per gli stipendi dei prof.
Sapienza di Roma è stato un profpagato 223.200 euro per la grafica del simbolo dell’Ateneo.
In Basilicata si laureano solo 75 Studenti l’anno ma l’ateneo ha maturato un debito di 1.982.306,07 euro.
L’università di Fano ha 5 corsi di Laurea uguali a quelli di Ancona che distano 20 minuti di auto.
Ora io, e lo faccio con Azione Universitaria, preferisco incazzarmi con chi i soldi che ci sono gli spreca. Io mi incazzo con il rettore di Bologna che oltre a tutte queste porcate vuole togliere la componente studentesca dal CdA (organo che decide le spese dell’università) per spendere come gli pare. Io non scendo in piazza a fare lezione con i prof o a manifestare con loro per mantenere i loro privilegi, i loro stipendi ed i loro Baronati (2 prof che di cognome fanno Prodi è l’esempio più evidente di come i prof hanno sempre gli stessi cognomi). Io ragiono di testa mia e dico basta quest egemonia culturale di sinistra che mi considera solo un numero per scendere in piazza.
p.s. mi scuso per gli eventuali errori ortografici. Ho scritto di fretta senza riguardare. Lo dico perchè in precedenza dei poveretti si sono appigliati a questo invece che a rispondere ai contenuti.
Anonimo
Ottobre 29, 2008 alle 21:30
Quello di sopra sono IO mi sono scordato il nome.
Rubo
Francesco
Ottobre 29, 2008 alle 21:31
Diamo al colpa degli errori di battitura alle tastiere dell’Alma Mater? XD
Gio
Ottobre 29, 2008 alle 23:47
Tutto ciò è molto semplice… ok alla gente fancazzista…. ma che metodo alternativo c’è, per noi studenti, per farci sentire dalle alte gerarchie del nostro stato?
Avete una soluzione oltre alle manifestazioni e scioperi?
La storia ci racconta che i cambiamenti positivi sono stati portati sempre e solo da grandi manifestazioni dove ci scappava la strage e\o la guerra :)
Meditate Meditate…
Topo Gigio
Ottobre 30, 2008 alle 0:21
Scioperare è sacrosanto… Ma non si può chiamare sciopero quando non percepisci stipendio! Proprio a livello di semantica!
Tra l’altro non mi sembra logico, pagata una retta, saltare una lezione universitaria. Così come stare a fare concerti in aula quando si sa che si avrà l’esame di Stato.
Scioperi e cortei, mi duole dirlo, da quarant’anni a questa parte hanno perso valore per via del fatto che se ne sono fatti troppi! Anche per futili ragioni…
Poi non ho detto di non farne: ho solo suggerito di studiare la mattina e protestare il pomeriggio. Darebbe un segnale molto più forte. E metterebbe a tacere chi la pensa come me, se non altro ^^
Gio (dall’UniBo)
P.S. Hai proprio ragione… come la storia insegna le “manifestazioni”, ad esempio, del 1922, nella loro barbarie sfociata in scontri e poi in ben peggio, hanno davvero portato decenni di benessere… (sono sarcastico, per coloro che non avessero colto la palese sfumatura). Mi meraviglio della leggerezza con cui troppo spesso si parli di una storia “generalizzata” a proprio tornaconto…
L’India, ad esempio, ha ottenuto l’indipendenza prendendole dagli Inglesi… non dandole… Due ingiustizie non fanno giustizia. E al male consegue altro male. Mi dispiace ma la penso così. E su questo dubito potrò mai cambiare idea.
Ti pregherei, dunque, di pesare meglio le parole e le frasi… dal momento che potrebbero offendere gente che nella Guerra hanno visto coinvolti famigliari e gente vicina alla famiglia… Ti rignrazio.
Gio
Ottobre 30, 2008 alle 10:17